Seguendo una ricostruzione inedita e sulla
reinterpretazione di errate collocazioni di vecchie
localizzazioni, l'autore suppone di individuare il
"Nauloco" e il "Tempio di Diana Facellina" realizzati,
probabilmente, dagli esuli di Troia, nel territorio di
Patti. La ipotesi è sostenuta da una ricerca
storica, da indagini geologiche e da
ritrovamenti archeologici scavati nella roccia e
perciò inamovibili. Il ritrovamento di nuovi siti
antichi ha dato la possibilità all'autore di
ricostruire i momenti storici del territorio
precedenti al 1094; spingendosi con certezza
all'VIII a.C. Il testo è ricco di foto che documentano
ricerche e ritrovamenti.